AVVISO PER LA COSTITUZIONE DI UNA RETE DI OPERATORI DELLA FILIERA CARNE NELL’AMBITO DEL PROGETTO EAT BIODIVERSITY

 

L’Association Régionale des Éleveurs Valdôtains, A.R.E.V., sta attuando nell’ambito del programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera in collaborazione con i “Service de l’Agriculture du Canton du Valais” un progetto di valorizzazione delle carni di razze autoctone. Il progetto è rivolto agli operatori del settore carni quali: aziende agricole e/o imprese che dispongono di macelli, macellerie, laboratori di sezionamento, punti vendita, laboratori di trasformazione carne, locali di somministrazione. Chiunque fosse interessato ad aderire alla costituenda rete di operatori della filiera carne di razze autoctone potrà presentare domanda di adesione alla rete con descrizione delle attività e degli impegni che si intendono svolgere.

Il bando di adesione e la relativa documentazione è scaricabile ai link seguenti:

Gli operatori che aderiranno alla rete e assumeranno gli impegni previsti, per la loro collaborazione, riceveranno un compenso proporzionato agli stessi impegni e agli investimenti che intenderanno effettuare.

Le domande di adesione alla rete dovranno pervenire entro il 16 settembre 2019 a mezzo di posta raccomandata (Arev – Località Borgnalle 10/L 11100 Aosta) o tramite PEC (arev1978@pec.it) o tramite consegna a mano presso gli uffici Arev. Per ulteriori informazioni e/o per il supporto alla compilazione dei documenti richiesti è possibile contattare gli uffici al numero 016534510 o all’indirizzo di posta elettronica carnevaldostana@arev.it.

Tutti gli operatori, già aderenti alla costituenda rete con domanda di adesione presentata a seguito della pubblicazione del Bando precedente (Bando per la costituzione di una rete di operatori della filiera carne nell’ambito del progetto Eat Biodiversity e relativi compensi per gli impegni assunti) con scadenza il 31 maggio 2019, non possono più presentare domanda di adesione al presente Bando.

Progetto Eat Biodiversity

L’Associazione regionale degli Allevatori AREV, sta attuando un progetto nell’ambito del programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera in collaborazione con i “Service de l’Agriculture du Canton du Vallais”. Il progetto prevede, partendo dalla ricognizione del materiale a disposizione, relativo a tutti gli studi svolti, la realizzazione di un capillare sistema di informazione nei confronti del consumatore ed un’azione commerciale tendente alla creazione di reti di operatori finalizzato alla realizzazione di accordi di filiera e l’incentivazione di piattaforme di vendita di carne e prodotti a base di carne provenienti da animali nati e allevati nei territori del progetto. Il capofila italiano risulta essere l’Association Regionale Eleveurs Valdôtains, mentre per il territorio svizzero il capofila è il Service de l’Agriculture du Canton du Vallais.

Il metodo si basa sull’analisi sistematica dei circuiti di commercializzazione della carne e dei prodotti a base di carne. La filiera della carne ha una vasta gamma di attori coinvolti: allevatori, produttori, commercianti di bestiame, macelli, macellerie, distributori, utilizzatori professionali e consumatori. Il progetto si prefigge di valorizzare i contenuti relativi all’obiettivo specifico in tutti i vari ambiti studiando i seguenti argomenti: dinamiche complessive del mercato, metodo di comunicazione, metodo di produzione di materiale promozionale e di comunicazione, metodo di commercializzazione e utilizzo della carne, accordi commerciali.
Il progetto prevede azioni mirate alla creazione di strumenti utili al corretto posizionamento del prodotto sul mercato, inoltre gli aderenti alla filiera si impegnano a proseguire le azioni di produzione e commercializzazione anche dopo la chiusura del progetto.

I risultati attesi porteranno al raggiungimento di una maggior consapevolezza da parte del consumatore rispetto al tema della biodiversità ed un accrescimento dei consumi delle produzioni relative mediante il potenziamento delle reti di impresa, con indubbio impatto positivo sui territori coinvolti, sia Svizzero che Italiano.
Sono già attivi una serie di percorsi di garanzia nei confronti del consumatore garantendo l’origine del prodotto ed il legame con le specie e razze allevate, i libri genealogici e registri anagrafici rappresentano i principali presupposti di garanzia.

Per quanto riguarda il territorio valdostano, esiste una filiera certificata e controllata attraverso un disciplinare di etichettatura dell’AREV delle carni bovine. Tale filiera garantisce che gli animali siano iscritti al Libro Genealogico della Razza Valdostana o figli di almeno un genitore iscritto, e selezionati nelle aziende registrate all’anagrafe regionale del bestiame. La filiera si sviluppa a partire dagli allevamenti in cui viene effettuato l’ingrasso, per passare ai macelli, ai laboratori di sezionamento, salumifici, ristoranti e punti vendita aderenti al disciplinare.

L’etichettatura, su base volontaria, della carne valdostana permette di convergere tutti gli sforzi degli operatori della filiera per la produzione, promozione e vendita di un prodotto particolare che ha delle caratteristiche proprie e che può offrire garanzia di originalità al consumatore.

Parallelamente esiste anche una certificazione di origine messa a punto dalla sezione ovi-caprina dell’AREV che mira a valorizzare i prodotti degli allevamenti ovi-caprini valdostani. La certificazione di origine nasce dalla necessità di distinguere le produzioni valdostane da quelle provenienti da altre regioni italiane ed europee. Con il marchio AREV, la sezione ovi-caprina intende dunque garantire al consumatore l’origine nostrana delle carni di agnelli, capretti, pecore e capre, allevati con sistemi tradizionali, nel rispetto del territorio regionale e del benessere degli animali.

Per quanto riguarda il territorio svizzero, anche l’associazione « Fleur d’Hérens du Valais » ha sviluppato una filiera certificata sulle carni bovine provenienti da soggetti di razza autoctona Hérens du Valais attraverso un disciplinare di etichettatura delle carni bovine per promuovere la rintracciabilità delle carni e lo sviluppo delle filiere corte. L’etichettatura, con adesione su base volontaria, “Fleur d’Hérens” garantisce che gli animali siano nati in Vallese e abbiano un’età inferiore a 5 anni, siano stati pascolati in montagna e alimentati, durante il periodo invernale, principalmente a fieno. La carne viene poi venduta da macellerie e da ristoranti aderenti al disciplinare.

Con tali sistemi viene garantita la promozione di carne dalle peculiarità tipiche e testimone di un rispetto del benessere animale e del territorio montano.

In questo contesto il sistema zootecnico di carattere intensivo non ha preso piede e nemmeno la tendenza diffusa ad uniformare le tecniche di allevamento ed i tipi genetici, ma sono stati adeguati sistemi zootecnici tradizionali e conservate le razze autoctone. Oggi la zootecnia di montagna può essere il più importante alleato per le sfide ambientali, alimentari e per lo sviluppo dell’economia reale.

Il progetto prevede una serie di attività nelle seguenti aree:

  • comunicazione e promozione mediante potenziamento siti internet, comunicazione mediante carta stampata, realizzazione stand dimostrativi, realizzazione materiale promozionale e realizzazione di eventi;
  • analisi del contesto attuale tramite indagine del contesto e di mercato
  • potenziamento della filiera delle carni autoctone mediante la creazione e animazione di reti;
  • valorizzazione del prodotto mediante potenziamento della diffusione dello stesso ed interfaccia con gli operatori nell’ambito della commercializzazione del prodotto proveniente da filiere regionali nei vari segmenti di mercato;
  • valutazione aspetti qualitativi, di salubrità e igiene del prodotto carne e prodotti trasformati, di penetrazione sul mercato e di incentivazione alla commercializzazione e successiva stesura di manuali di buone pratiche.

Il costo totale del progetto ammonta a 421.890,00 € per la parte italiana e 100.020,00 CHF per la parte svizzera. Il contributo pubblico italiano è pari a 358.606,50 € di cui 358.606,50 € a valere su FESR. Il contributo svizzero (federale e/o cantonale) è pari a 50.000,00 CHF