Progetto Eat Biodiversity

Nel corso del 2019 e parte del 2020, grazie al cofinanziamento del Programma Interreg Italia-Svizzera VA con il Progetto Eat Biodiversity, l’Association Régionale Eleveurs Valdôtains e il Service de l’Agriculture du Canton du Vallais hanno potuto condurre azioni di valorizzazione e promozione delle loro carni di montagna, prodotte dalle bovine e dagli ovicaprini di razza valdostana e dalle bovine Fleur d’Hérens. Il progetto prevedeva, partendo dalla ricognizione del materiale a disposizione, relativo a tutti gli studi svolti, la realizzazione di un capillare sistema di informazione nei confronti del consumatore ed un’azione commerciale tendente alla creazione di reti di operatori finalizzato alla realizzazione di accordi di filiera e l’incentivazione di piattaforme di vendita di carne e prodotti a base di carne provenienti da animali nati e allevati nei territori del progetto. 

Per quanto riguarda il territorio valdostano, esiste una filiera certificata e controllata attraverso un disciplinare di etichettatura dell’AREV delle carni bovine. Tale filiera garantisce che gli animali siano iscritti al Libro Genealogico della Razza Valdostana o figli di almeno un genitore iscritto, e selezionati nelle aziende registrate all’anagrafe regionale del bestiame. La filiera si sviluppa a partire dagli allevamenti in cui viene effettuato l’ingrasso, per passare ai macelli, ai laboratori di sezionamento, salumifici, ristoranti e punti vendita aderenti al disciplinare.

L’etichettatura, su base volontaria, della carne valdostana permette di convergere tutti gli sforzi degli operatori della filiera per la produzione, promozione e vendita di un prodotto particolare che ha delle caratteristiche proprie e che può offrire garanzia di originalità al consumatore.

Parallelamente esiste anche una certificazione di origine messa a punto dalla sezione ovi-caprina dell’AREV che mira a valorizzare i prodotti degli allevamenti ovi-caprini valdostani. La certificazione di origine nasce dalla necessità di distinguere le produzioni valdostane da quelle provenienti da altre regioni italiane ed europee. Con il marchio AREV, la sezione ovi-caprina intende dunque garantire al consumatore l’origine nostrana delle carni di agnelli, capretti, pecore e capre, allevati con sistemi tradizionali, nel rispetto del territorio regionale e del benessere degli animali.

Per quanto riguarda il territorio svizzero, anche l’associazione « Fleur d’Hérens du Valais » ha sviluppato una filiera certificata sulle carni bovine provenienti da soggetti di razza autoctona Hérens du Valais attraverso un disciplinare di etichettatura delle carni bovine per promuovere la rintracciabilità delle carni e lo sviluppo delle filiere corte. L’etichettatura, con adesione su base volontaria, “Fleur d’Hérens” garantisce che gli animali siano nati in Vallese e abbiano un’età inferiore a 5 anni, siano stati pascolati in montagna e alimentati, durante il periodo invernale, principalmente a fieno. La carne viene poi venduta da macellerie e da ristoranti aderenti al disciplinare.

Con tali sistemi viene garantita la promozione di carne dalle peculiarità tipiche e testimone di un rispetto del benessere animale e del territorio montano.

Il progetto ha previsto una serie di attività nelle seguenti aree:

  • comunicazione e promozione mediante potenziamento siti internet, comunicazione mediante carta stampata, realizzazione di stand dimostrativi, di materiale promozionale e partecipazione ad eventi. La comunicazione ha interessato soprattutto il consumatore finale, destinatario di messaggi volti a sottolineare la naturalità e la sostenibilità ambientale dei metodi di allevamento, ma anche i benefici che possono derivare da un consumo consapevole e corretto di carne a km zero;
  • analisi del contesto attuale tramite indagine di mercato;
  • potenziamento della filiera delle carni autoctone mediante la creazione e l’animazione di reti (sono 83 gli aderenti alla rete creata da AREV di cui 5 allevamenti con agriturismo, 17 allevamenti con vendita diretta, 40 HoReCa, 9 macelli e sezionamenti, 1 pastificio, 2 salumifici e 9 punti vendita);
  • valorizzazione del prodotto mediante potenziamento della diffusione dello stesso ed interfaccia con gli operatori nell’ambito della commercializzazione del prodotto proveniente da filiere regionali nei vari segmenti di mercato;
  • valutazione aspetti qualitativi, di salubrità e igiene del prodotto carne e prodotti trasformati, di penetrazione sul mercato e di incentivazione alla commercializzazione e successiva stesura di manuali di buone pratiche.

Il costo totale del progetto era pari a 421.890,00 € per la parte italiana e 100.020,00 CHF per la parte svizzera. Il contributo pubblico italiano corrispondeva a 358.606,50 € di cui 358.606,50 € a valere su FESR. Il contributo svizzero (federale e/o cantonale) era pari a 50.000,00 CHF.